domani è lontano.

Jan 16

snick snack snorum.

il falco maculato mi si precipita accanto e mi
accusa, si lamenta delle mie chiacchiere e del
mio ozio.

neanche io sono domato, io pure sono
intraducibile,
emetto il mio grido barbarico sopra i tetti del mondo.

l’ultima folata del giorno si trattiene per me,
lancia dietro le altre la mia effigie precisa quanto
ogni altra per il deserto pieno di ombre,
e lusingando mi trascina verso il buio e il vapore.

come l’aria svanisco, scuoto i miei bianchi capelli
al sole che fugge,
spargo la mia carne in vortici e la trascino in frange
merlettate.

lascio me stesso alla terra per nascere dall’erba che
amo,
se ancora mi vuoi cercami sotto le suole delle scarpe.

difficilmente saprai chi io sia o che cosa significhi,
e tuttavia sarò per te salutare,
e filtrerò e darò forza al tuo sangue.

se non mi trovi subito non scoraggiarti,
se non mi trovi in un posto cerca in un altro,
da qualche parte starò fermo ad aspettare te.

(walt whitman. foglie d’erba. canto di me stesso.)


Dec 23

“ad altri uomini, forse, tutto questo non sarebbe stato d’incitamento, ma, quanto a me, io sono tormentato da una smania sempiterna per le cose lontane.”

(herman melville. moby dick.)


Nov 17

perchè è uno di quei momenti.

“così un giorno andavo a scuola. a volte due giorni di seguito. gli altri ventotto giorni del mese mi facevo gli affari miei, il che significava scrivere nel mio diario, guardare film e leggere romanzi di stephen king.”

(augusten burroughs. correndo con le forbici in mano.)


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